Inviati da Cilento Youth Union, abbiamo partecipato a questo progetto Erasmus+ in Bulgaria. Un training course dal nome “Green Compass” in cui abbiamo messo al centro della nostra attenzione sostenibilità, team work, learning by doing e delle bellissime passeggiate outdoor. Ve lo racconto attraverso un reportage giornaliero. Andiamo!
Partenza!
Il 2 ottobre Elisa, Carmine ed io, in qualità di rappresentanti di CYU, siamo partiti in direzione Bansko, Bulgaria.
Il training course, finanziato dal programma Erasmus+, ha offerto a 24 youth workers (provenienti da 8 paesi europei – Bulgaria, Romania, Grecia, Serbia, Polonia, Italia, Paesi Bassi e Slovacchia) l’opportunità di acquisire nuove conoscenze e competenze per lo sviluppo sostenibile (in relazione al quadro europeo di sostenibilità GreenComp) e di sperimentare metodi di apprendimento dell’educazione non formale, tra approcci interattivi e supporto alla crescita personale. Lo scopo? Far sì che i giovani si impegnino a risolvere i problemi globali con approcci innovativi e inediti.
Ecco l’elenco delle associazioni coinvolte: Sustainable for the Future (Bulgaria) in partnership con Cilento Youth Union (Italia), Growth Hub (Grecia), ICAD Foundation (Polonia), NGO Elastic (Romania), Parlare Centar (Serbia), YOUth for youth (Slovacchia) e Foundation Youth Social & Cultural Development (Paesi Bassi).
Per rispettare ulteriormente il tema della sostenibilità abbiamo scelto di affrontare un GREEN TRAVEL in auto. Ovviamente grazie alla generosità di Elisa che ha messo a disposizione la propria jeep.
Siamo partiti da Sapri. Abbiamo colto al volo l’opportunità di osservare la piccola baia dall’alto sovrastata dal cielo grigio che enfatizzava ancor di più il tono malinconico del distacco.
Dopo aver affrontato i primi chilometri del percorso, siamo giunti a Brindisi, in Puglia. Qui ci siamo lasciati inebriare dall’architettura del luogo al punto tale da perdere il traghetto (!). Partire per restare (cit.), in tutti sensi. Giunta la sera ci siamo imbarcati e lasciandoci avvolgere dalle tenebre abbiamo salpato il mare, incantati dalla vista di tutto quel gioco infinito di flutti, onde e misteri al confine tra l’Albania e la Grecia.
Rotolando verso Bankso
Al mattino, 03/10/2025, eravamo sul suolo greco, a Igoumenitsa. Ma il nostro obiettivo era quello di arrivare a Salonicco per una breve sosta accompagnata dalla perlustrazione della città. Siamo stati ospitati da Yorgos, che ci ha guidati in una full immersion greca, tra balli tipici, canzoni, pita gyros e raki a suon di Yamas! L’indomani ci siamo concessi due visite culturali: una presso il Museo della Cultura Bizantina e l’altra presso il MOMus – Museo di Arte Contemporanea di Salonicco. Dopo aver bevuto un caffè turco, siamo saliti in auto e abbiamo affrontato gli ultimi chilometri che ci separavano dalla Bulgaria. Il passaggio dai cartelli stradali in greco moderno a quelli in cirillico bulgaro è stato affascinante.






L’arrivo in Bulgaria
Arriviamo finalmente a Bansko in data 04/10/2025. Presso l’Hotel Royal Bansko siamo stati accolti premurosamente da Bistra e Nace di Sustainable for the Future per la compilazione di alcune scartoffie burocratiche. Pronti per il progetto Erasmus+!
Primo giorno – 5 ottobre 2025
Il primo giorno ci siamo dedicati alla conoscenza reciproca. Abbiamo familiarizzato e imparato i nomi di ciascuno di noi. Come? attraverso dei simpatici giochi didattici rompighiaccio. Tra cui: il disegno dei nostri rispettivi volti su alcune buste di carta (che hanno uno scopo che rivelerò in seguito). Per discutere di valori comuni (comunità, soluzioni, coerenza, co-creazione) è stato utilizzato il metodo World Cafè.
Abbiamo ricevuto istruzioni sul modo in cui ci saremmo dovuti prendere cura (morning care groups) degli spazi comuni e dei membri del gruppo e delle delucidazioni sul progetto GREEN COMPASS e su cos’è lo Youthpass. Nel pomeriggio abbiamo passeggiato nella natura alla ricerca del nostro posto sicuro. Successivamente qualcuno di noi si è recato a Bansko per scoprire la città. Dopo cena ci siamo riuniti in concilio, immersi in un’atmosfera a tratti mistica e sciamanica. Siamo entrati in sintonia con le nostre emozioni e ci siamo connessi in maniera autentica con i membri del gruppo. Di lì a poco sarebbe diventato la nostra nuova famiglia a tempo.


Secondo giorno – 6 ottobre
Il secondo giorno ci siamo dedicati ad assimilare e ad integrare nel nostro modus operandi i valori della sostenibilità. Primo esercizio (7 strengthness): abbiamo lavorato sulle nostre qualità e competenze. Abbiamo selezionato quelle più pertinenti prelevandole da un pacchettino che è stato fornito ad ognuno di noi. Secondo esercizio (map of dreams): abbiamo costruito la nostra mappa dei sogni, attingendo da numerose riviste messe a disposizione dai nostri trainers. Un’attività divertente, immaginativa e stimolante, con carta, forbici e colla.
Nel pomeriggio ci siamo dedicati alla visione del TED Talk “How not to be ignorant about the world” di Hans e Ola Rosling. Tratto dal saggio “Factfulness”, gli è stato dato seguito un dibattito. Concluse le sessioni ufficiali, alcuni di noi hanno optato per le attività informali, come la fiera delle ONG oppure la lezione sul buon uso dei social media della social media manager Blagovesta.


Terzo giorno – 7 ottobre
Il terzo giorno abbiamo iniziato la giornata passeggiando all’aria aperta. Suddivisi in coppie ci siamo confrontati sui problemi delle nostre aree rurali (focus: sostenibilità). Abbiamo cercato di capire in che modo avremmo potuto dare un sostegno alla nostra comunità.
Tornati nella nostra meeting room, per dare continuità all’attività mattutina ci siamo cimentati nella costruzione e nello svolgimento dell’albero dei problemi (una metodologia efficace all’interno del project cycle managament), isolando il problema e ragionando sulle cause e sulle conseguenze dello stesso. Dopo la pausa, la nostra facilitatrice ci ha coinvolti in un gioco da tavolo simile al gioco dell’oca. Questo però era incentrato sulle storie di diversi change-markers che Anna ha incontrato lungo il corso della sua vita e dei suoi viaggi nel mondo. Donkey Bakery (Hanoi); Latin Latas (Bogotà), Moksha (Buenos Aires), Arterra Bizimodu (Navarra), Thai Jungle Life (Khao Sok), Compadre (Lima).
Nell’ultima sessione della giornata abbiamo discusso del Processo di Cambiamento. Questo, basato su Find Your Power (a toolkit for resilience and positive change) di Chris Johnstone.



Quarto giorno – 8 ottobre
Il quarto giorno è iniziato presso il centro informazioni turistiche del Parco Nazionale del Pirin. Qui abbiamo appreso di più sulle riserve nazionali in Bulgaria, sulla flora e sulla fauna locali, nonché sulle specie e gli ecosistemi protetti presenti. Le guardie forestali hanno dedicato particolare attenzione a spiegarci come viene censita la popolazione di orsi bruni e quali sono il loro comportamento tipico e le loro condizioni di vita in natura.
Queste informazioni ci sono servite da prologo per la nostra tappa successiva: il Santuario degli Orsi, nel villaggio di Belitsa, vicino a Glagoevgrad, un rifugio di orsi salvati (attualmente 15). L’obiettivo è stato quello di creare uno spazio protetto per i cosiddetti “orsi danzanti”, esemplari vittime di una pratica diffusa in tutta la penisola balcanica messa definitivamente al bando nel 1998.
Dopo pranzo abbiamo trascorso il pomeriggio al Coliving Space Semkovo. Esso è immerso nella quiete della natura dei monti Rila, un vasto e sottoutilizzato complesso di edifici storici di epoca comunista (di oltre 16.700 m2) su cui Matthias Zeitler, founder tedesco, ha deciso di investire (con altri soci) offrendo un’opportunità unica per il futuro dei nomadi digitali alle prese con il lavoro da remoto. La nostra quarta ed ultima destinazione è stata Gorno Dragliste, dove siamo stati ospitati presso la Guesthouse Baba Deshka, amministrata da adorabili nonnine.
Prima di deliziarci con le numerose pietanze della cucina bulgara, abbiamo potuto beneficiare di altri bonus tra cui: una food experience impastando il banitsa (un rustico dalle sfoglie sottili e ripieno del formaggio bulgaro sìrene), una masterclass sui braccialetti intrecciati tipici della Bulgaria (martenitsa), canti e danze popolari indossando i costumi tradizionali bulgari.






Quinto giorno – 9 ottobre
Il quinto giorno abbiamo ascoltato una video-intervista alla proprietaria della Guesthouse Baba Deshka. Abbiamo scoperto che il talento e l’originalità sono un binomio vincente per un’attività di successo nelle aree rurali. In seguito abbiamo dato continuità all’attività di problem solving (l’albero dei problemi) affrontata precedentemente focalizzandoci sulle soluzioni e discutendone suddivisi in gruppi.
Grazie a questo intervento il nostro obiettivo è stato formulato individualmente in una versione SMART (specif, measurable, achievable, relevant, time-bound). Nel pomeriggio Anna ci ha guidati lungo la Passeggiata sulla Terra (2 km e 250 m). Ci ha fornito informazioni e dati interessanti, somministrati con cura ogni tot di passi, per capire meglio il nostro pianeta.
In serata noi di CYU siamo partiti alla volta di Sofia. Per visitare la capitale europea, abbiamo scelto di esplorare in lungo in largo la National Gallery. E ci siamo goduti una cena a base di salse e carni tipiche in un ristorante collocato su Vitosha Street.


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Sesto giorno – 10 ottobre
Il sesto giorno ci siamo immersi sin da subito nella natura. Grazie a Gallery Walk, abbiamo svolto un’attività di autoriflessione incentivata da alcuni cartelli con scritte filosofiche e spirituali.
Facendo tesoro degli stimoli ricevuti per immaginare il nostro futuro, abbiamo riversato le nostre visioni in Make your Utopia, dando libero sfogo alla nostra fantasia con il materiale artistico messo a disposizione. Infine sono venuti a farci visita alcuni esponenti della Fashion Academy di Blagoevgrad. Obiettivo? Darci maggiori informazioni sul concetto di sostenibilità applicato alla moda.



Ultimo giorno – 11 ottobre
L’ultimo giorno ci siamo dedicati ad attività di riflessione sul progetto, autovalutazione sottoforma di questionari e qualche delucidazione in più sullo Youthpass per integrare le competenze acquisite.
L’attività finale è stata amorevole. Abbiamo potuto nascondere dei bigliettini a sorpresa nelle buste su cui sono stati disegnati i nostri volti, durante il primo giorno. Ci siamo congedati e ci siamo preparati per il ritorno con il cuore colmo di gioia.


Il viaggio di ritorno
Nei giorni successivi le nostre peregrinazioni in auto ci hanno condotti a Skopje (Macedonia del Nord), per una notte, e il giorno successivo prima a Tirana e poi a Durazzo, in Albania, per prendere il traghetto di ritorno e approdare nuovamente in Puglia, questa volta a Bari.





Il distacco dall’Est Europa e il rientro in Cilento sono avvenuti gradualmente, con dolcezza.
Il nostro sguardo è mutato grazie alla metamorfosi a cui ci ha sottoposto il programma Erasmus+. Lo rifaremo? Certamente.

