Nel basso Cilento si nasconde un inaspettato tesoro storico e architettonico. Un vero e proprio miracolo dei processi storici del basso medioevo: il cenobio basiliano di San Giovanni a Piro.
Si tratta di un edificio religioso e difensivo costruito alla fine del X secolo dai monaci basiliani. Un ordine monastico fuggito dall’impero Bizantino durante il periodo iconoclastico (divieto del culto delle immagini sacre).
Tuttavia, prima di parlare di questo sito, è necessario domandarsi chi fossero questi monaci e che tipo di origini avessero prima di giungere nella nostra penisola.
Per rispondere a tutto ciò, dobbiamo tornare indietro di ben 1700 anni, al tempo in cui il mondo orientale vide la nascita dei modelli di vita monastica comunitaria.
Molto brevemente, i Basiliani nacquero nell’Oriente cristiano e svilupparono un modello di vita monastica prettamente comunitaria e cenobitica, ispirata agli insegnamenti di San Basilio Magno (330-379). Fin dall’inizio, i Basiliani fondarono comunità religiose e culturali e favorirono lo sviluppo dei villaggi vicini. Al momento della loro emigrazione in Italia, contribuirono in modo significativo all’economia e alle infrastrutture locali. Fatta questa premessa, possiamo tornare nel Cilento, a San Giovanni a Piro, nel cuore della storia italo-greca.
CENOBIO BASILIANO
Il cenobio non è certamente l’unica struttura basiliana/bizantina presente nell’area ma, con tutta probabilità, è la meglio conservata e la più studiata dalle università italiane. La struttura si presenta in modo semplice ma affascinante, una chiesa in roccia, con un’unica navata e una torre merlata di avvistamento adiacente all’edificio religioso.
Il sito, in passato, si estendeva sicuramente in un territorio molto più ampio. A prova di ciò sono i numerosi ruderi non ancora ben identificati presenti attorno al cenobio e le tracce di fondamenta di un’altra torre parallela a quella ancora integra.


La leggenda narra addirittura della presenza di un passaggio segreto che, partendo dal Cenobio, attraverserebbe la valle fino a giungere all’eremo presente sul monte Bulgheria. Di quest’ultima suggestione non ci sono prove certe, tuttavia, l’area era frequentemente attaccata dalle truppe saracene e ciò giustifica la presenza di strutture difensive e di avvistamento.
I monaci basiliani, con la loro presenza nel basso Cilento, riuscirono a influenzare fortemente l’economia, la viabilità e l’intera struttura topografica del territorio. Basti pensare al fatto che prima del loro arrivo, nelle zone dove attualmente si trovano i comuni di San Giovanni a Piro e la frazione di Bosco, il territorio risultava quasi completamente disabitato.
L’apice della loro importanza arrivò all’inizio del XV secolo quando, sotto la giurisdizione del cardinale Bessarione, il cenobio e i territori circostanti vennero posti sotto la guida dell’umanista Teodoro Gaza di Tessalonica. Nel XVI secolo si avviò il declino del sito e nel XIX secolo, dopo il passaggio delle truppe napoleoniche e il furto di quasi tutte le opere d’arte della struttura, il cenobio cadde nel completo abbandono.
LA SCUOLA AMANUENSE
La vera fortuna del cenobio basiliano di San Giovanni a Piro si cela nella sua fiorente e vivace produzione culturale. I monaci basiliani, oltre a sostenere un modello di vita comunitaria e cenobitica, furono anche abilissimi copiatori di testi religiosi.
La scuola amanuense del cenobio produsse con certezza almeno quattro manoscritti. Due di questi sono attualmente all’università del Molise, dove diversi storici ed esperti di paleografia greca stanno riscoprendo e valorizzando la produzione culturale del cenobio. I restanti due manoscritti sono invece conservati nelle biblioteche vaticane.
Per quel che ne sappiamo, il contenuto dei manoscritti consiste in omelie verso San Giovanni Crisostomo e vite di santi dell’Oriente. L’intera produzione, si daterebbe approssimativamente al 1020, solo 30 anni dopo la costruzione del cenobio.

CONCLUSIONI
Chi segue questa rivista lo sa, il Cilento è ricolmo di patrimonio storico culturale unico nel suo genere. Tuttavia, il mondo italo-greco sorprende anche il più colto conoscitore di queste terre. Ciò di cui abbiamo parlato oggi è un ponte antichissimo tra due culture imparentate da millenni. Il cenobio basiliano è la punta di un iceberg meraviglioso, antico e culturalmente vivo. Uno dei tanti motivi per non considerare il Medioevo come un periodo buio e senza speranza di progresso.




